Dedicato a Giulian Assange nel trentennale del manifesto Cyperpunk

Il diritto alla privacy e sancito dall’articolo numero 12 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e recita: “Il diritto alla privacy dell’individuo deve essere rispettato e protetto dalla legge. Nessuno può essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, né a attacchi alla sua reputazione. Ogni individuo ha il diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o attacchi.” Per la privacy online non serve un aggiornamento scritto, giusto?

Proteggere la privacy online nella pratica

Ogni persona ha il diritto di avere controllo sulle informazioni che riguardano la propria vita privata, come ad esempio i propri dati personali, le comunicazioni elettroniche, le abitudini di navigazione online e via dicendo. Tuttavia, con l’avvento della tecnologia e delle reti digitali, proteggere la propria privacy online è diventato sempre più difficile.

È qui che entrano in gioco strumenti come TOR e PGP, utilizzati per garantire la privacy e la sicurezza online. TOR è un software che consente di navigare in maniera anonima e privata su internet, rendendo difficoltoso ad eventuali intrusi individuare la posizione dell’utente e monitorare la sua attività online. PGP (Pretty Good Privacy) è invece un sistema di crittografia asimmetrica che garantisce la sicurezza delle comunicazioni elettroniche, proteggendo i messaggi da eventuali intercettazioni.

Serve aumentare la percezione di quanto il rischio sia sottovalutato

È diventato imprescindibile sensibilizzare il pubblico sui rischi connessi alla sottovalutazione di un argomento così serio. Non è sempre facile rendersi conto delle nostre abitudini di navigazione online, anzi la maggior parte degli utenti comuni vivono nella totale ignoranza circa i metodi di tracciamento di cui sono oggetto mentre scorrono i testi che leggono sullo schermo o nella compilazione delle loro comunicazioni elettroniche. Noi però lo riteniamo di vitale importanza e ci siamo attivati per informare quante più persone creando un sito dedicato solo a questo. Questa è anche la ragione per cui la foto in primo piano sull’home page è quella di PHIL R. ZIMMERMANN: Creatore di PGP (Pretty Good Privacy). Uno dei pionieri del movimento che prese coscienza di ciò che sarebbe stato necessario fare dal 1993 in poi nella società digitale in cui quel particolare decennio ci aveva introdotti. Come avrete capito è la prima delle tante fotografie che danno inizio ad una galleria ideale di personaggi per noi mitologici. Le troverete sparse per tutto il sito. Ma non vi preoccupate arriveranno anche le foto di donzelle discinte e guru delle crypto in Lamborghini per aumentare il gradimento, se propio necessario!

Privacy online e crittografia, ma che barba però! 

Certo, può sembrare un argomento troppo tecnico e complesso per il pubblico di un blog intitolato Bitcoin Change dove i soliti gonzi sono arrivati per trovare nuove strategie di training con le criptovalute. Ma proprio per questo è importante trovare il giusto modo per coinvolgere il pubblico su questo tema, magari attraverso aneddoti divertenti e battute ingenue che possano far capire l’importanza della privacy e della sicurezza online anche ai non addetti ai lavori. Come già sottolineato, se queste informazioni vi aiuteranno finanziariamente sarà solo perché sarete più informati sui fondamentali e quindi in grado di muovervi con più confidenza in un contesto effettivamente abbastanza complesso.

Chi sono i cyperpunk?

Oggi vogliamo parlarvi brevemente del movimento cyperpunk e del trentennale del loro: A cyperpunk’s manifesto. Sì, avete capito bene, sono passati già trent’anni da quando questi attivisti politici hanno cominciato a lottare per il diritto alla privacy attraverso la crittografia. Sono quei ribelli che hanno iniziato ad agire alla fine degli anni ’80 e nei primi anni ’90, individuando nella crittografia uno strumento fondamentale per proteggere la privacy e lottare contro la sorveglianza indiscriminata ovunque nel mondo.

Ecco perché il loro messaggio ha un valore politico così grande. Come avete visto, il diritto alla privacy è un diritto umano fondamentale, sancito dall’articolo 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Eppure, nei nostri tempi moderni, sembra essere sempre più sotto attacco.

Ma grazie al movimento cyperpunk, abbiamo una serie di strumenti per difendere la nostra privacy. Da David Chaum a Julian Assange, sono molti i contributi che i cyperpunk hanno dato al mondo della crittografia. E grazie a questi eroi moderni, oggi abbiamo la possibilità di proteggere i nostri dati personali, di comunicare in modo sicuro e di lavorare onestamente sfruttando delle transazioni monetarie autonome ed anonime!

Si va bene, ma io non sono un economista!  

Non commettete l’errore di pensare che le tesi del movimento cyperpunk siano solo per gli addetti ai lavori. Tutti noi dobbiamo proteggere la nostra privacy. E allora, se volete tenervi al riparo dagli occhi indiscreti, ricordate: crittografate tutto! Ed iniziate a lavorare utilizzando le transazioni in Bitcoin attraverso il lighting network.

Insomma, cari amici, il movimento cyperpunk ha un messaggio importante per tutti noi: la privacy è un diritto umano fondamentale e dobbiamo proteggerla a ogni costo. Ma non temete, oggi abbiamo gli strumenti per farlo. E se siete in difficoltà, chiamate noi del blog per degli utili consigli.

La redazione.

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